Ci è giunta questa “considerazione/commento”, ricordate gli articoli Ride & Prejudice - Snowboard e Pregiudizi e Snowboard e Pregiudizi , pubblicati nel febbraio 2005 … a voi repliche o altro.
Vi ricordo che per inviare commenti o altre discussioni è abbligatorio registrarsi.
Sucessivo alla lettura di qualche replica, mi è dovere scrivere alcune cose, nelle vesti di maestro di scii udinese e quindi competente da anni sulle piste
posso assolutamente confermare che lo snowboard (un nome tanto famelico quanto assassino) è responsabile al 99% del degrado delle piste su tutto il territorio nazionale.La maggior parte delle persone si accostano a questo sport perchè fa esclusivamente “figo” quindi anche coloro che aimè di competenze non posso esordire perennemente fanno i “fighi” sulle nostre piste, cosa assolutamente deleteria per chiunque abbia voglia di trascorrere una giornata non solo in tranquillità ma anche garantendo la propria sopravvivenza, sia che qualche snowboarder ci tagli in due, sia che scivolando sui lastroni perdiamo la colonna vertebrale.
Giordano M.
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2 Commenti
Un’altra opinione sbagliata!
“E’opinione diffusa che lo snowboard sia un attrezzo meno governabile, e quindi potenzialmente più pericoloso, di quanto non lo sia lo sci”.
A dichiararlo è Marco Giustini, ricercatore dell’ISS e principale curatore del rapporto tracciato da SIMON, il Sistema Nazionale di Monitoraggio degli Incidenti in Montagna.
Dopo il “luminare” Luca Goldoni (ricordate gli articoli Ride & Prejudice - Snowboard e Pregiudizi e Snowboard e Pregiudizi, risponde Luca Goldoni) ecco un’altro “luminare” alla ribalta della cronaca.
Leggete articolo pubblicato sabato 26 novembre su http://www.iss.it e se potete dite la vostra commentanto l’articolo:
Sport invernali, 30 mila gli infortuni che si verificano ogni anno. A cadere sono soprattutto i giovani e gli sciatori oltre i 45 anni
Sono due i gruppi di sportivi maggiormente a rischio sulla neve, mentre sciano o mentre si divertono con lo snowboard: i giovani tra i 15 e i 24 anni e, tra gli sciatori, gli adulti dai 45 anni in su. E se tra gli sciatori l’incidenza dei traumi aumenta con l’età, in particolare oltre i 50 anni, tra gli snowboarders avviene il contrario, si registra cioè una diminuzione degli incidenti già tra i 25 e i 34 anni e un calo ancora più sensibile oltre i 35 anni. Il ritratto dell’infortunato nella pratica degli sport invernali è stato tracciato da SIMON, il Sistema Nazionale di Monitoraggio degli Incidenti in Montagna, il cui secondo rapporto, curato dall’Istituto Superiore di Sanità, viene presentato nel corso della conferenza stampa che si svolge a Passo del Tonale oggi 26 novembre, a pochi giorni dall’apertura della stagione sciistica 2005/2006.
I dati sono stati raccolti durante la precedente stagione sciistica, 2004-2005, in numerose stazioni sciistiche italiane situate su tutto l’arco alpino e appenninico, dal Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato che ha sede a Moena, dal Centro Carabinieri Addestramento Alpino di Selva Valgardena e dalle società che gestiscono gli impianti di risalita in Italia, per un totale di circa 25.000 casi di infortunio, pari a circa l’85% del totale stimato.
“E’opinione diffusa che lo snowboard sia un attrezzo meno governabile, e quindi potenzialmente più pericoloso, di quanto non lo sia lo sci”, dichiara Marco Giustini, ricercatore dell’ISS e principale curatore del rapporto. Come può, dunque, accadere che proprio usando gli attrezzi più rischiosi, gli snowboarders più maturi incorrano in un numero sempre più ridotto di incidenti sia rispetto agli sciatori, sia rispetto ai più giovani utilizzatori della tavola? “La risposta più logica e verosimile” - va avanti il ricercatore - “è da ricercarsi nella diversa percezione soggettiva del rischio. Se tra i 15 e i 24 anni ci si sente immortali, lo snowboarder più maturo, sia per la maggiore esperienza, sia forse per la consapevolezza dei propri limiti nella prontezza di riflessi, può essere indotto a un comportamento più cauto e prudente, dal che deriva la riduzione dei rischi e, quindi, degli infortuni. Una spiegazione che non è trasferibile agli incidenti sugli sci, in quanto lo sci viene percepito come più governabile e in grado di “perdonare” eventuali errori. Ne consegue che la percezione di una maggiore sicurezza e il senso di padronanza del mezzo inducano ad atteggiamenti “di routine” più disinvolti, potenzialmente suscettibili di far trovare lo sciatore impreparato di fronte ad un rischio improvviso”.
Non c’è dubbio che, guardando al panorama complessivo degli incidenti sulle piste da sci, i giovani rappresentino un gruppo particolarmente a rischio: il 50% degli infortuni avviene, infatti, entro i 30 anni di età, mentre oltre i 2/3 accade entro i 40 anni. L’età media dell’infortunato è 32 anni (il 54% è di sesso maschile, il restante 46% è rappresentato dal gentil sesso), alzandosi a 34 nella pratica dello sci, abbassandosi a 24 anni in quella dello snowboard. Un dato che riflette il fatto che la pratica delle nuove attività sportive (lo snowboard è una moda relativamente nuova, soprattutto se paragonata allo sci) avviene essenzialmente ad opera dei più giovani e, tra questi, dei maschi, solitamente più inclini a provare le nuove tendenze dello sport (tra gli snowboarders che si fanno male il 67% è rappresentato da maschi, il 33% da femmine a paragone, rispettivamente, del 52% di maschi e del 48% di femmine tra gli sciatori infortunati).
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena 299
00161 - Roma (I)
Telefono: 06 4990 2950
Fax: 06 49 38 71 54
ufficio.stampa@iss.it
Non ho letto tutti i commenti di questa pagina ma soltanto il fantastico parere del maestro di sci!!! Ho deciso quindi di raccontare quello che ho visto con i miei occhi negli ultimi 3 week end in montagna. Premetto che io pratico sia lo Sci che lo Snowboard quindi il mio parere è totalmente incondizionato!!
Snowboarder seduto ai lati della pista dopo una caduta per colpa di una lastra di ghiaccio e sciatore che, forse avendolo scambiato per una porta da slalom, effettua una fantastica serpentina a 2 millimetri dal malcapitato… pensiero immediato: e se la persona a terra si fosse alzata o spostata proprio in quel momento… chissà che scontro…!! Colpa di chi??
Oppure allo snowpark guardo gli amici con la tavola saltare, ognuno sta seduto ed aspetta di vedere chi l’ha preceduto che si sposti dall’arrivo del salto per poi partire ma lo sciatore di turno decide che non è il caso di aspettare troppo e parte in coda al ragazzo con lo snowboard che sfortunatamente si sbilancia nell’atterraggio e cade… lo sciatore già in volo non può fare altro che atterargli addosso, morale ragazzo con la tavola al pronto soccorso e ragazzo con gli sci pure!!! Colpa di chi???
E ancora, in un giorno 3 elicotteri atterrano sulla pista per soccorrere 3 sciatori… gli sarà andato qualcuno addosso con lo snowboard dirà il nostro caro maestro e invece no!! In due casi scontro tra sciatori e nel terzo caduta autonoma!! Colpa di chi???
E ho deciso di narrare solo gli ultimi 3 week end perchè non voglio essere pesante.
Quando sono sulle piste, con gli sci o con la tavola la mia paura non è chi in quel momento ai piedi l’uno o l’altro ma bensi quanti deficenti incontrerò sul mio cammnino perchè è tutta una questione di testa, di usare il cervello, di mettersi in condizione di non essere un pericolo per nessuno e di ragionare su cosa si fà e se è il caso di farlo. E’ il caso che i genitori tengano un pò più a bada i loro bambini, che essendo tali, non si rendono conto di quando è il caso di fare una cosa o meno o di andare un pò meno veloci quando c’è tanta gente, è il caso che i maestri di sci non portino gente impreparata su piste non adatte, è il caso che tutti usino la testa per pensare e i piedi ben saldi per terra e non viceversa.
Saluto tutti gli sciatori, gli snowboarder e quelli che sanno divertirsi sul serio senza compromettere il divertimento di altri.