Sono molte le leggende che si tramandano negli anni sulle vicende che hanno caratterizzato i pendii del Monterosa, noi non siamo in grado di confermarle o smentirle, ma possiamo raccontarvi quella del Red Bull Snowthrill Monterosa che ha siglato oggi un capitolo importante della storia dello sci freeride.
18 tra i migliori rider della scena internazionale del freeride hanno dovuto attendere due lunghi anni prima di poter ripetere le emozioni di Chammonix ma finalmente - con la primavera alle porte - la neve ha risposto alla nostra chiamata. Così il 12 marzo ha preso il via la settima edizione del Red Bull Snowthrill.
A Gressoney La Trinitè, nel pub “The Core” quartier generale del Team Red Bull, tutto è pronto per dare inizio al più grande evento di sci freeride: presentazione di rito della crew ai virtuosi del fuoripista, briefing per aggiornare gli atleti sui pendii che verranno affrontati nelle giornate di gara, delucidazioni in merito al sistema di giudizio…l’entusiasmo è al massimo, tutti sono pronti per affrontare anche le discese più difficili. Si attende con ansia la mattina del lunedì, quando, dopo una ricognizione aerea, viene presa la decisione: il Bettaforca sarà lo scenario del primo giorno di gara. Ascoltando i commenti dei rider si intuisce da subito la natura della prima run. E’ difficile prevedere le condizioni della neve e scegliere quindi il giusto mix tra aggressività e controllo.
Dopo la trasferta in elicottero, zaino in spalla e binocolo alla mano, i rider si avventurano lungo i pendii in attesa del proprio turno di discesa…Tutto sembra procedere per il meglio, i rider sono pronti a seguire dalla cima del monte la discesa del primo contendente ma, come nei migliori spettacoli, non manca il colpo di scena: la natura dimostra tutta la sua imprevedibilità e il primo atleta ad affrontare la discesa, lo sloveno Jani Pogacar, stacca una slavina, nonostante le misure di sicurezza adottate nei giorni precedenti l’inizio del contest. La tensione tra i compagni di gara è al massimo, difficile prevedere come finirà…Quando, all’improvviso, ecco che si intravede dalla nube bianca la sagoma di Jani: l’alto livello di preparazione e una buona dose di fortuna gli hanno permesso di uscire indenne dal pericolo.
Dopo lo spavento iniziale, il clima si fa più rilassato ed ecco allora che gli altri atleti sono pronti a scegliere la propria linea: i rider affrontano la discesa, non senza qualche esitazione: il francese Yann Martinott, rimane bloccato su una barra per circa venti minuti…Quale direzione scegliere? La soluzione migliore è quella di lanciarsi in un salto di oltre 10 metri e dirigersi soddisfatto verso il traguardo.
Purtroppo la prima giornata al Red Bull Snowthrill non si conclude nel migliore dei modi per tutti i rider. L’italiano Lukas Senoner durante un giro di ricognizione riporta un leggero infortunio che gli impedisce però di assistere agli altri giorni di gara. Il finlandese Tuukka Terva Aho ingannato da un gioco di luci e ombre non è riuscito a valutare in maniera ottimale le condizioni della neve, procurandosi una brutta distorsione al ginocchio che non gli ha comunque impedito di ammirare e giudicare le prove funamboliche dei compagni: la più applaudita è stata sicuramente quella dello sloveno, che rivedendosi, incredulo ha commentato: “Ancora non ci credo, sembra impossibile, ma sono sopravvissuto.”
Strana atmosfera quella che si respira al Red Bull Snowthrill: più che nel bel mezzo di un contest internazionale, sembra di trovarsi tra una crew di amici, nessuna tensione, nessuna rivalità, solo il gusto di tracciare linee nella fresca di giorno e il piacere di rivedere le proprie performance e quelle dei compagni la sera, per decidere poi chi è il re della giornata
Il neozelandese Andrew “Noddy” Gowans si conquista il primo posto nella classifica provvisoria: l’ottima linea scelta insieme ad una tecnica fluida e dinamica sono state premiate dagli altri rider. Anche il ceco Robin Kaleta si aggiudica un buon punteggio grazie all’aggressività della sua linea. L’Italia, dopo aver perso due validi partecipanti quali Stefano Bigio e Lukas Senoner, deve accontentarsi dell’undicesima posizione della guida alpina di Courmayeur Jacopo Bufacchi.
A giudicare dalle immagini sullo schermo, sembra difficile credere che i ragazzi seduti in sala siano i coraggiosi artisti del freeride che sollevano nubi di fresca e solcano le pareti nevose, con gli sci ai piedi potrebbero sembrare dei folli sconsiderati, in realtà, come ricorda Jacopo Bufacchi i rischi che prendono sono sempre ben calcolati, nei limiti del possibile, ovviamente…
Con un paio di rider in meno, ma l’entusiasmo sempre alle stelle, inizia la seconda giornata del Red Bull Snowthrill: lo scenario prescelto è quello del Chateau.

Lo spettacolo si apre con un ospite d’eccezione: Mathias Roten, che mostra le sue abilità cimentandosi nello speed flying, si lancia con il paracadute e gli sci ai piedi dalla linea di partenza. L’effetto sui rider è immediato, carichi di adrenalina non vedono l’ora di aggredire la run. Guardando le face options, viene spontaneo chiedersi se sia umanamente possibile affrontare il percorso prescelto. La risposta arriva alla fine della seconda giornata di contest, superata brillantemente da tutti i rider.
Il percorso scelto, raggiungibile solo con l’elicottero, si presenta più breve rispetto a quello del giorno precedente, per questo si opta per due run consecutive in pieno stile backcountry. I rider hanno tutto il tempo necessario per studiare la loro linea, ma l’umore dopo la prima discesa non è esattamente al top. E’ proprio allora che riaffiora lo spirito del freeride, non ci si può far sfuggire un’occasione del genere, meglio approfittarne e affrontare anche la seconda run senza lasciarsi sopraffare dalla stanchezza.
Le votazioni serali vedono trionfare l’argentino Oscar Sosa: la tecnica, il controllo e la linea della sua seconda run non lasciano dubbi, è lui il re della serata.
Il Chateau ha offerto anche all’italiano Jacopo Bufacchi la possibilità di esprimere al meglio la creatività, mostrando il suo stile e la sua aggressività: gli altri rider gli riconoscono i meriti e gli assegnano un provvisorio terzo posto.
Nel dubbio se chiamare o meno una terza giornata di contest, gli organizzatori si convincono dopo aver visto le previsioni particolarmente favorevoli: non un filo di vento e la neve in ottime condizioni, come resistere?!
Essendo il closing day, la situazione si fa meno tesa e frenetica, si sceglie la little face del Ciarcerio, un pendio breve, dove però gli atleti hanno la possibilità di sfidarsi a colpi di grab e backflip, davanti ad un pubblico di “normali” sciatori che assiste incredulo alle performance dei rider.
Per chiudere in maniera easy l’evento, la crew Red Bull organizza una mock-run per realizzare un photoshooting: è qui che l’ungherese Gaspar Goncz riesce per la prima volta a raggiungere il traguardo senza sbavature “Finalmente questa volta con gli sci!” è il primo commento del rider…
Nel primo pomeriggio rider e crew tornano alla base e si procede subito con le votazioni.
La decisone è unanime: la tecnica e il controllo di Oscar Sosa vengono premiati e l’argentino incoronato re del fuoripista. “Sono davvero soddisfatto del mio risultato. L’evento è stato straordinario, ho apprezzato il sistema di giudizio che ha mostrato in che direzione sta andando il freeride, credo sia stata premiata la fluidità del mio stile”
Salgono sul podio del Red Bull Snowthrill Monterosa 2006 l’argentino Oscar Sosa, il neozelandese Andrew “Noddy” Gowans e l’austriaco Martin Winkler Mc Fly.
Tra la premiazione e i festeggiamenti si conclude un capitolo del freeride, ma c’è già chi pensa all’edizione del 2007…
Classifica finale

| 1 | Oscar Sosa | ARG | 1415 |
| 2 | Andrew “Noddy” Gowans | NZL | 1281 |
| 3 | Martin Winkler (”McFly”) | AUT | 1230 |
| 4 | Sebastian Blasy | AUT | 1224 |
| 5 | Jacopo Bufacchi | ITA | 1195 |
| 6 | Alois Bickel | AUT | 1142 |
| 7 | Sascha Schmid | CH | 1136 |
| 8 | Robin Kaleta | CZE | 1104 |
| 9 | Jani Pogacar | SLO | 1060 |
| 10 | William Kocher | FRA | 1038 |
| 11 | Yann Martinot | FRA | 1035 |
| 12 | Oliver Andorfer | AUT | 916 |
| 13 | Tom Dunbar | NZL | 854 |
| 14 | Sebastien de Sainte Marie | FRA | 834 |
| 15 | Florian Edenberger | AUT | 825 |
| 16 | Gaspar Goncz | HUN | 580 |
| 17 | Lukas Senoner - OUT | ITA | 364 |
| 18 | Tuukka Terva Aho - OUT | FIN | 197 |
…to be continued!
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