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by red - Sabato, 15 Aprile 2006 - Stampa questo Articolo

In occasione di Prowinter di Bolzano, lo scorso 6 aprile si è svolto il primo meeting informativo sul mondo della tavola da neve. Storia, dati,
analisi e curiosità su di uno sport in grande crescita.
 
Organizzazione/coordinamento: Pointbreak Magazine
 

Grande successo, di consensi e di pubblico, per il primo Italian Snowboard Forum, che si è svolto lo scorso 6 aprile a Bolzano, in concomitanza con l’evento fieristico di ProWinter.L’appuntamento ha registrato una grande
affluenza di pubblico: giornalisti, rappresentanti di aziende, stazioni sciistiche, snowpark e negozi. L’incontro si è rivelato una preziosa occasione di dibattito e confronto per fare il punto su di uno sport in
costante crescita, analizzandolo sotto molteplici aspetti: la storia della disciplina, l’evoluzione dell’attrezzo, i dati del mercato italiano, la situazione dell’insegnamento, l’appeal televisivo.
Sono stati inoltre analizzate due fra le più importanti ed emblematiche “case history”.  Il primo è quello del Mottolino Budriders Park di Livigno. Il secondo è quello di Budweiser. Entrambe le realtà stanno investendo importanti risorse nello snowboard.
Il meeting è stato arricchito dall¹illustre presenza di Franco Frattini, ex ministro degli esteri, attuale Commissario UE e presidente CoScuMa (Commissione Scuole Maestri), che ha avuto il compito di introdurre l’incontro.   
 

Di seguito, il report dell’incontro.

1. LA STORIA
Pietro Colturi - Burton Italia

Il meeting, e non poteva essere altrimenti, si è aperto ripercorrendo le principali fasi storiche che hanno caratterizzato questa disciplina. Dalle origini ai giorni nostri. Di seguito le date più
significative:
1966 – Viene inventato l’antenato dello snowboard: lo snurfer
1977 – Jake Burton, ispirandosi allo snurfer, costruisce le prime tavole nel salotto di casa
1979 – Viene realizzato il primo half pipe a Tahoe City
1981 – Iniziano le prime competizioni e nel 1983 si organizza il primo campionato nazionale di America
1982 – Primi cenni dello snowboard in Italia
1985 – Prima manifestazione a Livigno
1986 – Stratton è la prima stazione sciistica ad offrire lezioni di snowboard. In Italia nasce la prima federazione AISN
1987 – Prime immagini di snowboard sulle riviste dedicate agli sport “trasversali” windsurf e skateboard
1988 – Coppa del Mondo Snowboard a Bormio e Santa Caterina
1989 – Stesura primo testo tecnico didattico e formazione gruppo istruttori
1990 – Prima specializzazione in snowboard tenuta da istruttori nazionali e riservata ai maestri di sci di tutta Italia (Passo Stelvio)
1991 – Nasce “Snowboard”, la prima rivista dedicata
1993 – FIS include lo snowboard tra le discipline invernali amministrate. Quindi FISI nomina in ottobre una commissione funzionale. Nello stesso anno a Innsbruck si svolge l’Air & Style.
1995 – Campionati del Mondo ISF a Madonna di Campiglio
1996 – Campionati del Mondo FIS a Lienz
1997 – Campionati del Mondo FIS a San Candido (BZ)
1998 – Lo snowboard diviene disciplina olimpica: slalom gigante ed half pipe a Nagano
1998 – Nascita del Maestri di snowboard come “terza figura” (Trentino)
2002 – Olimpiadi di Salt Lake City: lo slalom gigante viene sostituito dal più spettacolare slalom parallelo
2006 – Olimpiadi di Torino 2006: anche lo snowboard cross diviene disciplina olimpica FOCUS ON

La situazione attuale in Nord America
- Il numero di praticanti è circa di 6,6 milioni. La maggioranza è rappresentata dagli uomini (73%), mentre il 27% sono donne.
- Il 77% degli snowboarder americani ha meno di 24 anni e in questa fascia il 35,8% ha un’età compresa tra i 12 e i 17 anni. L’età media degli sciatori è di 36 anni!
- Lo studio effettuato durante la stagione 2004/2005 su 137 stazioni sciistiche afferma che la categoria snowboarder rappresenta il 28,8% dei frequentatori.
- Riguardo l’insegnamento, le scuole coprono il loro lavoro al 75% con lezioni di sci, mentre lo snowboard rappresenta il 25%.
- Durante la stagione 2004/05 le lezioni di snowboard sono aumentate del 2/2,5%, rispetto ad un incremento generale dell’1%.

2. EVOLUZIONE DELL’ATTREZZO
Dino Bonelli - storico snowboard

Dino Bonelli, maestro, fotografo, manager di Zenta Snowboard Camp, responsabile del Surf Shop Prato Nevoso e tra i precursori di questo sport in Italia, è anche un grandissimo collezionista di tavole. Tanto da aver addirittura realizzato un museo, (il primo per importanza in Europa), con oltre cento tavole storiche in mostra presso il suo negozio in provincia di Cuneo. Nel corso del meeting, Dino ha riassunto le principali evoluzioni tecniche che hanno caratterizzato le diverse tavole da snowboard, partendo dal loro vecchio antenato: lo snurfer, creato da un certo Sherman Poppen, che nel 1966, dopo aver sperimentato una piattaforma attaccata su due sci incollati fra di loro per far divertire i propri figli, iniziò a produrre un asse unico in legno ricurvo su cui scivolare a valle tenendosi ad una cordicella legata sulla punta dell’attrezzo.
Durante la spiegazione sono state mostrate al pubblico sette tavole particolarmente rappresentative, appartenenti alla preziosa collezione di Dino. Tra cui naturalmente anche un raro esemplare di snurfer.

3. I DATI DI SETTORE
Fabrizio Ravasio - Pointbreak Magazine

La terza fase del meeting è stata dedicata alla presentazione dei dati aggiornati sul mercato dello snowboard in Italia. Tutti i dati sono stati raccolti da Pointbreak Magazine, in collaborazione con le
aziende del settore. Tra i dati più significativi:
10 % la percentuale rappresentata dall’Italia nel mercato europeo dello snowboard
203 milioni di euro il giro d’affari globale
60 mila le tavole vendute
65 mila paia di attacchi venduti
70 mila paia di scarpe vendute
561 mila i praticanti di cui 30% di sesso femminile
8 su 10 direbbero snowboard!Nel caso potessero scegliere se iniziare con la tavola o con gli sci
60 % sono gli snowboarder che frequentano le località estive
5/6 uscite sulla neve rappresentano la media annua degli snowboarder contro le 2/3 degli sciatori

4. I MAESTRI
Bruno Deluca - Gruppo Istruttori Italia

L’intervento di Bruno Deluca, responsabile e coordinatore dei maestri di snowboard in Italia, si è rivelato particolarmente utile per fare il punto circa una questione di vitale importanza per questo sport: l’insegnamento.
Come è emerso dall’analisi e dai dati presentati, il numero dei maestri di snowboard in Italia è ancora sottodimensionato, anche a fronte di una richiesta che cresce di anno in anno. Colpisce inoltre lo scarso numero di maestri in alcune regioni strategiche, come Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.
Importante inoltre la distinzione tra maestri specializzati (maestri di sci con specializzazione nello snowboard) e terza figura (maestri unicamente snowboard), ruolo ufficializzato per la prima volta in Italia nel 1998, in Trentino.

La prima tabella mette in evidenza il dato globale e comprende entrambe queste tipologie di maestri.
Nella seconda tabella invece il dato viene suddiviso tra specializzati e terza figura, che naturalmente è presente in numero minore ma è destinata a crescere nei prossimi anni.

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5. A SCUOLA DI SNOWBOARD
Pietro Colturi - Burton Italia

Lo snowboard incontra i giovani direttamente a scuola.
Il progetto pilota, partito lo scorso anno, è stato riproposto per la seconda volta poco prima delle Olimpiadi di Torino 2006.
L’iniziativa ha coinvolto 120 ragazzi provenienti dalle scuole Istituto Comprensorio 66 Martiri di Grugliasco e la scuola media di Bardonecchia. La peculiarità di questo progetto è rappresentata dal fatto che ogni istituto ha autorizzato le lezioni di snowboard durante il normale orario scolastico. Ogni allievo ha potuto esprimersi per almeno due giornate, seguendo prima una parte teorica, per poi cimentarsi concretamente nella pratica.
Il tutto sotto l’attenta supervisione dei maestri delle scuole di snowboard 6punto9 e Bardonecchia.

6. BUDRIDERS SNOWPARK LIVIGNO
Marco Rocca - Mottolino Budriders Park

Mottolino è stata certamente uno dei resort che per primi hanno puntato sullo snowboard in Italia.
Il risultato è che oggi il Mottolino Bud Riders Park è di gran lunga lo snowpark più completo e apprezzato nel nostro paese e punto di riferimento anche in Europa.
Nel 1998-1999 compare il primo halfpipe sulla pista Mottolino. Di anno in anno lo snowboard diviene un grande protagonista, con effetti benefici su tutto il comprensorio di Livigno, che vede crescere l’affluenza dei turisti, in particolare con un target giovane. Lo snowpark acquista negli anni una visibilità tale da attirare a Livigno l’attenzione di aziende leader come Budweiser e Burton, ad oggi main sponsor. L’affluenza aumenta di stagione in stagione, portando, anche grazie a delle nuove e curate strutture più facili e adatte a tutti, un maggior numero di principianti, non solo snowboarder.

I NUMERI DEL PARK
•8 cannoni *30gg *20 h/g = 4.800 h di innevamento artificiale
•90.000 m3 di acqua = 200.000 m3 di neve = 14.285 camion di neve
•6 gatti coinvolti nella preparazione delle piste per un totale di 336 gg/uomo
•5 shapers impegnati quotidiamente nella preparazione e nel mantenimento
•Pipe, lungo 140 mt, largo 18, alto 4.7
•Boardercross, lungo 350 mt con paraboliche, gobbe, due piccoli saltini e
•cambi di pendenza.
• Park pro: tre linee di salti “big” da 8 a 18 metri, step up, diverse linee di rail,
•Nuovissimo railcar e quarter finale
•Park easy: due linee di salti “medium”da 5 e 8 metri e linea “easy” da 2 e 3 metri, rail da medium a easy e box per tutti i livelli
7. L’APPEAL TELEVISIVO
Sandro De Manincor - regista

Lo snowboard conferma di avere un notevole appeal anche dal punto di vista televisivo. A confermarcelo, un addetto ai lavori come Sandro De Manincor, regista che ha coordinato le trasmissioni RAI nel corso delle recenti Olimpiadi di Torino 2006. De Manincor ha sottolineato che lo snowboard, oltre ad una naturale spettacolarità per i gesti atletici che propone, ha dalla sua parte molti punti di forza, che lo rendono uno sport televisivo per eccellenza. Innanzitutto è agevole da riprendere e da “comunicare”. A differenza per esempio dello sci, per il quale non sempre si riesce a rendere fedelmente la pendenza della pista attraverso il mezzo televisivo. E’ immediato: lo spettatore capisce subito chi ha vinto, in particolare nello slalom e nel boardercross (meno nell’half pipe, in cui è necessario attendere il ruolo dei giudici). La stessa cadenza temporale delle gare, che si sviluppano solitamente in blocchi di mezz’ora ciascuna, lo rende di per sè un “format televisivo” perfettamente modellabile alle esigenze del palinsesto.
Tutti elementi che finiscono con l’incidere sull’audience.
A Torino la finale di half pipe è stata la gara in assoluto più seguita in America. Ma anche in Italia ha registrato un audience elevato, al pari delle finali di slalom e boardercross, che sono arrivate a superare il 30% di share. Numeri degni di una finale di Champions League.

8. ALLEANZE STRATEGICHE
Gianmarco Laviola – Budweiser

Sempre più aziende extra-settore decidono di investire nello snowboard, attraverso sponsorizzazioni, partnership e accordi di co-marketing. Budweiser è una di queste e certamente è tra le più importanti.
L’alleanza strategica sancita con il mondo dello snowboard e con alcuni dei suoi protagonisti si è sviluppata per l’intera stagione invernale 2005/06 ed è destinata a continuare anche nel corso della prossima stagione, come ha confermato proprio in occasione di questo meeting il country manager italiano dell’azienda Gianmarco Laviola. Budweiser è diventata sponsor di due tra i più affermati rider della scena italiana: Tato Chiala e Stefan Sempfter, entrambi nel team Burton.
Proprio con Burton è stata siglata una partnership che ha visto le due aziende unite in molteplici iniziative (Burton Demo Tour, Budriders’ Snowpark Livigno, Olimpiadi di Torino 2006 e Budriders’ River Jump, tanto per citare gli eventi più importanti). A ciò bisogna aggiungere un’intensa campagna promozionale ispirata al mondo e al lifestyle della tavola da neve, nonchè il supporto offerto a svariato contest e snowpark in tutta Italia.

Per maggiori informazioni: marketing@pointbreakmag.it

 

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