Tratto da: www.winterseason.it di Johnny D’Aloisio
Non basta prevedere tutto ciò che può accadere. Non si può mai dominare la natura, tutti coloro che vogliono frequentare il mondo dell’impervio, dell’adrenalinico, dallo scialpinismo estremo ad un semplice fuoripista tra i boschi, devono assumersi le proprie responsabilità e non dare la colpa alla montagna. Noi siamo impotenti di fronte alla forza della natura. La montagna porta con se dei rischi, ma anche tutta la bellezza e il fascino che si nasconde nell’avventura di affrontare certe situazioni.
Io sottoscritto in passato ho rischiato più di una volta di non scrivere quello che leggerete o comunque di farmi molto male e sono stato fin qui fortunato, ma la fortuna ha un grosso un limite…. non dura per sempre. Quindi bisogna fare in modo che quando la buona sorte non ci assiste più dobbiamo essere preparati ad affrontare le situazioni più disparate in un ambiente, quello montano con presenza di neve, che lascia poco spazio all’improvvisazione. Frutto di buon senso e della nostra l’esperienza, che deriva sempre da una serie di errori passati, abbiamo voluto scrivere una serie di consigli utili per chi si vuole avvicinare alle prime escursioni importanti sulla neve.
1) Se avete poca esperienza affidatevi sempre a persone ESPERTE, valutando prima la reale esperienza della vostra guida. Non fidatevi mai di qualcuno che vi dice: l’amico del mio amico è un esperto vieni. Di esperti che di esperienza hanno solo l’acquisto di attrezzatura griffata le montagne sono piene.
2) Anche se l’escursione sembra semplice non uscite mai da soli, almeno una coppia di due escursionisti, perchè in caso di necessità il numero fa la differenza.
3) Effettuate un briefing con i vostri amici prima di partire o se avete una guida che vi deve accompagnare fatela con chi vi accompagnerà nell’itinerario. In questo modo chi conosce bene il percorso dell’escursione avrà modo di informare tutti gli altri di eventuali pericoli, pendii ripidi, canali pericolosi, passaggi impervi per possibili accumuli instabili, vegetazione fitta o eventuali rifugi nelle vicinanze in caso di bufere improvvise di neve. Far conoscere a tutti gli escursionisti il percorso andata-ritorno serve anche nel caso in cui sia la guida ad avere bisogno di voi.
4) Sarebbe d’obbligo per tutti portare sempre tre strumenti importanti nelle escursioni: l’ARVA, sonda e pala. Se una slavina dovesse travolgere un membro del gruppo senza questi strumenti si può fare ben poco nell’immediato, e visto che in caso di persona travolta si gioca tutto sui minuti il tempo è determinante. Se non avete dietro proprio nulla fatevi camminare la fantasia e mentre uno scappa a valle a chiedere aiuto se il cellulare non prende, usate i bastoncini come sonda e scavate con quello che avete ma in fretta perché il vostro amico ha solo 15/20 minuti di autonomia prima che subentrino danni permanenti irreversibili fino alla morte.
5) Sappiate rimandare l’escursione se le condizioni sono avverse e se il bollettino neve e valanghe sconsiglia di avventurarvi in qualunque escursione fuoripista. Troppe volte ho sentito dire: abbiamo solo oggi per uscire in tutto il mese quindi andiamo in ogni caso; con questa neve non possiamo non uscire; ha appena nevicato dobbiamo andare subito. Sappiamo tutti benissimo quali sensazioni può regalare un pendio di neve fresca ma dobbiamo sempre valutare tutti gli altri elementi.
6) Il tempo, la struttura del terreno, e la struttura del manto nevoso sono gli elementi principali di valutazione prima di ogni uscita.
7) Fate attenzione soprattutto a quei luoghi ricchi di statistiche negative che potrebbero sempre aumentare.
Nel caso decidiate di fare un’escursione con una bella giornata di sole ricordatevi assolutamente di tenere coperti capo e occhi. Occhiali da sole o maschera, bandana o cappello, crema protettiva ed eventualmente burro cacao. Sen non siete degli sherpa del Nepal ricordatevi in alta montagna con la neve i raggi UV si riflettono per l’85% in più oltre i raggi diretti del sole. In queste condizioni camminare sulla neve con gli UV che ti colpiscono in ogni direzione può creare danni pericolosi soprattutto alla vista e trasformare, se non si utilizzano le dovute precauzioni, una scottatura in una grave ustione.
9) Per l’acquisto dell’attrezzatura tecnica fatevi consigliare da un amico esperto che sa cosa vi serve realmente e non dal negoziante da cui vi rivolgerete solo per il prodotto finale.
10) Fate in modo di non appesantire troppo lo zaino. Se non siete troppo allenati dovete risparmiare sul peso escludendo il superfluo e portando solo l’essenziale tecnico che vi potrà tornare utile.
11) Se le condizioni del percorso non sono agevoli legarsi utilizzando tecniche di sicurezza su roccia e su ghiacciaio fino a quando le condizioni del terreno risultino sicure.
12) Una volta raggiunta la destinazione dell’itinerario in salita, se le condizioni climatiche lo consentono, riposatevi un attimo prima di affrontare la discesa. Se le gambe sono ancora stanche in discesa non risponderanno come la vostra testa vuole.
13) Un semplice fischietto per attirare l’attenzione in casi particolari come nebbia o impossibilita di muovere gli arti inferiori può essere molto utile poiché non vi fa stancare, sprecando fiato inutile, nel caso in cui doveste chiamare aiuto e poi arriva molto più lontano come segnale acustico rispetto alla vostra voce. Molti zaini di ultima generazione dispongono di questo dispositivo sulla cinghia di chiusura del petto.
14) Ricordatevi che nel 90% dei casi le valanghe sono causate per imprudenza dell’uomo. Quindi abbiate cura di verificare sempre e dico sempre, il bollettino neve e valanghe del Corpo Forestale dello Stato e il servizio meteo. I cambiamenti meteorologici in quota sono frequentissimi e posso trasformare una bella giornata di sole in un inferno!
15) Prima di avventurarvi in situazioni pericolose valutate bene prima la vostra esperienza, le proprie capacità psico-fisiche e la vostra attrezzatura tecnica.
16) Se potete, contattate qualcuno nella zona in cui avete deciso di andare per reperire il maggior numero di informazioni sulla neve caduta di recente per farvi un’idea di coesione e consistenza del manto nevoso. Eventualmente potete contattare, prima di partire, il più vicino Comando della Forestale di zona.
17) Se volete potete portare con voi un piccolo kit di primo soccorso non è sbagliato ma è a vostra discrezione. Valutate bene quello che contiene e cosa potete farci di preciso. Se serve solo per qualche graffio quelli potete risanarli quando tornate a valle. Se invece ha altri accessori che potrebbero tornare utili come una coperta termica di emergenza in alluminio o altri accessori leggeri potete valutare di portarlo ma sempre nel rispetto del peso. Non potete rimediare a tutto in certe situazioni e non potete portarvi dietro nemmeno un pronto soccorso.
18) Verificare prima di un’escursione l’attrezzatura che vi porterete, specialmente quella tecnica se l’avete acquistata da poco o peggio ancora se l’avete chiesta in prestito. Anni fa in una delle mie prime uscite di snowboard alpinismo, mi ero trovato su di un crostone ghiacciato al punto di passare da racchette a ramponi durante una bufera di neve mi accorsi, solo allora, che i ramponi che mi avevano prestato non erano adatti per i miei scarponi d’alpinismo, molto furbo fu anche l’esperto che me li aveva prestati nemmeno fossero un paio di calzini. Vi lascio immaginare come ci si sente in una simile situazione in cui senza ramponi non sali e non scendi….
19) Non sottovalutate mai nulla, calcolate sempre il rischio. L’elemento più superficiale ai vostri occhi nasconde le peggiori insidie per voi e per gli altri.
20) Se l’escursione è lunga, anche se non particolarmente difficile, tanto da prevedere un ricambio se avete sudato molto o se ci sia la possibilità che vi possiate bagnare, il ricambio tenetelo in un sacchetto di plastica o di decompressione per indossarlo al momento della necessità perfettamente asciutto.
21) Non improvvisatevi mai alpinisti dopo un breve corso teorico, un libro e un paio di uscite con amici.
22) Non pensate che il freeride fatto nel boschetto della vostra località preferita vi dia l’esperienza tecnica necessaria per fare del backcountry o freeride privo di rischi.
23) Non pensate che perché conoscete come le vostre tasche quel percorso fuoripista esso non nasconda ormai più insidie per voi e soprattutto per i vostri amici che magari non conoscono nemmeno il percorso.
24) Abbiate cura di avere una preparazione psico-fisica adeguata a quello che volete fare.
25) Evitate di portare con voi in posti esposti ad alto rischio persone che non abbiano un’adeguata esperienza, un’adeguata preparazione psico-fisica e un’adeguata attrezzatura.
26) Leggere attentamente le indicazioni fornite dagli impianti di risalita relative al pericolo valanghe sia per gli escursionisti fuoripista che per gli sciatori che si avventurano sulle piste chiuse.
27) Prima di qualsiasi escursione memorizzate sul vostro cellulare il numero del soccorso alpino o il numero di zona per il soccorso. In tutta la REGIONE ABRUZZO per emergenze in montagna, in grotta o in ambiente impervio, chiamate il numero verde: 800 25 82 39 oppure il classico numero per le emergenze sanitarie 118 nella cui sala operativa risiede sempre un uomo del soccorso alpino.
28) Se avete la possibilità e li sapete usare portate con voi GPS con il percorso tracciato se lo avete o la più tradizionale bussola, una radio ricetrasmittente (non quelle per sentire le partite) e un eventuale cartina se le vostre conoscenze della zona sono limitate.
29) Per l’alimentazione lungo il percorso, oltre l’acqua che non deve mai mancare, cercate di non appesantirvi troppo evitando cibi salati. Se l’itinerario è breve, un paio di ore, un po’ di cioccolato o frutta secca vanno benissimo. Se è più lungo e impegnativo oltre le 5/6 ore qualche barretta energetica e carboidrati (un panino o comunque prodotti da forno), zuccheri complessi dalla lenta assimilazione sono l’ideale.
30) Scegliete le ore migliori della mattina dalle 5 alle 10 dopo le 13.00 /13.30 la neve comincia a modificare la sua struttura con il sensibile aumento della temperatura e diventa maggiormente instabile lungo i pendii.
31) Lasciate sempre detto a qualcuno che non viene con voi dove siete diretti o meglio ancora l’itinerario che intendete fare.
32) Se potete frequenatre corsi tecnici teorico-pratici di alpinismo, primo soccorso o quant’altro possa tornare utile in montagna va benissimo.
33) Se il percorso che prevedete di intraprendere prevedde tratti ripidi che possono essere ghiacciati e i ramoni da soli non bastano, portate sempre la picozza per aiutarvi a salire. Sarà sempre l’esperto che vi fa da guida a consigliarvi cosa dovete portare.
34) Fate in modo di non riscendere mai all’imbrunire soprattutto se non siete attrezzati con torce frontali.
35) Non create mai troppo distacco fra i vari componenti del gruppo, cercate di avere pazienza e aspettare chi è più in ritardo rimanendo sempre coesi.
36) Mai far scendere per ultimo qualcuno che non conosce il posto, soprattutto se comincia a fare tardi e se la discesa rappresenta un itinerario diverso dalla salita.
37) Non fidatevi di chi vi dice che quella escursione è una cavolata e si fa in un’ora. Fidatevi invece di chi vi spiega l’itinerario e le sue difficoltà valutando assieme se il percorso è adatto alla vostra esperienza e alla vostra condizione psico-fisica.
38) Rispettare l’ambiente avendo cura di non lasciare in giro eventuali carte non è mai scontato.
E’ solo questione di un po’ di tempo poi tutto verrà spontaneamente in totale sicurezza. Ricordatevi che un dito rotto non vale tutta la neve fresca del mondo.
Detto questo non dovete in alcun modo scoraggiarvi, la montagna e lo sport sono tra le più belle esperienze che l’uomo possa vivere….
Tutti coloro che vogliono aggiungere utili e ulteriori consigli a quanto già detto posso contattare la redazione inviando una e-mail a: info@winterseason.it
Tratto da: www.winterseason.it di Johnny D’Aloisio

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